IlFattoFemminile/ Harem, un mondo di donne e di solidarietà

“Pool in a Harem”, Jean-Leon Gerome, 1876 ca.

Ero poco meno che maggiorenne quando una mattina invece dal solito sussurro di mia madre fui svegliato da un urlo agghiacciante. Proveniva dalla stanza di mia sorella. A seguirlo fu un pianto a dirotto, inconsolabile, uno scalpiccìo frettoloso, un rumore d’acqua scrosciante. Mi alzai, ormai rassegnato a servirmi il caffè da solo, invece che averlo servito a letto, mi lavaii, mi vestii e me ne andai a scuola. Poi camminando, tra le urla del mercato e il traffico del mattino, compresi: una bambina era diventata donna.

Ripenso a questo episodio mentre mi accingo a scrivere ed entrare idealmente nel sancta sanctorum della femminilità. Alla ricerca di non so bene ancora cosa. Ma ben sapendo che per l’uomo sorpreso a curiosare in tali proibiti ambienti c’è la morte. Mi serve dunque una guida, una sorta di Beatrice, “una spia nella casa dell’amore”. Ma per mia fortuna ho per i libri la stessa inclinazione che le donne hanno per le scarpe. E così girando per feste di paese e scartabellando oziosamente su una bancarella di libri ho trovato per caso questo: Silvia Mantini, Harem, un mondo di donne, Giunti Editore. L’autrice è ricercatrice di Storia moderna presso l’Università dell’Aquila e ha condotto ricerche di storia della mentalità e dei comportamenti collettivi, con particolare attenzione al mondo femminile. [Read more…]

Mattarella l’Arbiter Elegantiarum Institutionis

Sergio Mattarella

Ammesso e anche concesso che l’idea “Sergio Mattarella Presidente della Repubblica” sia del Presidente del Consiglio Matteo Renzi il premier non ne esce poi così bene dall’elezione del primo presidente siciliano della storia repubblicana. L’aver portato al Quirinale un democristiano della prima repubblica lo trasforma da rottamatore in restauratore, passando dalla “smisurata ambizione” manifestata appena diventato premier a “io non voglio impormi a tutti i costi” affermato nel corso della trasmissione Porta a Porta pochi giorni dopo l’elezione di Mattarella. Da sodale di Silvio Berlusconi e del Patto del Nazareno a traditore dello stesso. Ma al di là delle facili ironie bisogna riconoscere al premier di aver scelto un arbitro davvero imparziale, erede della buona tradizione politica democristiana adusa alla mediazione, che poi è il vero mestiere di chi fa politica, e del tutto priva di cattivi odori di mafia o corruttela.

Proprio quell’arte della mediazione e dell’eleganza istituzionale che sono mancate completamente a Renzi, il quale in meno di un anno è riuscito a litigare praticamente con tutti: insegnanti, pensionati, partite Iva, risparmiatori, proprietari immobiliari e agricoli, banche, forze dell’ordine, la sinistra del Pd, sindacati e lavoratori, Unione europea e pubblica amministrazione. Con annunci di riforme, di cui non è in discussione la necessità, non preparati da un adeguato lavoro di relazioni di corridoio né seguite da concertazione, bensì da rinnovata arroganza. [Read more…]

IlFattoFemminile/ Taranta voglia di libertà

patty1Il ballo come medicina dell’anima. La politica come partecipazione, ascolto e solidarietà. Il lavoro quotidiano come impegno sociale, assistenza e inclusione. Per continuare il suo viaggio alla scoperta delle piccole eccellenze donna IlFattoFemminile ha scelto il sistema di comunicazione più efficace che esista, e in cui le donne sono maestre insuperabili: il passaparola. E così grazie al suggerimento della protagonista della prima intervista, Beatrice Giammusso, siamo arrivati a Patrizia Giugno, nissena, educatrice presso una Casa accoglienza per donne in difficoltà, impegnata in politica con la Lista Intesa Civica e Solidale, quella del sindaco Giovanni Ruvolo, e appassionata insegnante di danze tradizionali nel tempo libero: tarantella, tammurriata, pizzica. Insomma una che non sta mai ferma.

E’ un’intervista inconsueta questa, anche nell’orario – “Eh ma io sono un po’ pazzerella” – che inizia alle otto e mezza di sera in una sala della Fly Dance di Caltanissetta, dove Patrizia dà lezioni di danze tradizionali e finisce intorno a mezzanotte in un bar di periferia davanti a un bicchiere di Coca-Cola e un Gin Tonic”. [Read more…]

IlFattoFemminile/ La Provvidenza è fimmina

DSC_3012Un quartiere che è la storia stessa di Caltanissetta, la Provvidenza. Da salotto buono della città a postribolo fino a rione malfamato e simbolo del degrado e dell’abbandono del centro storico. Solo la caparbietà di donna poteva immaginare di avviare un’attività imprenditoriale in questo luogo. E realizzarla con successo. Inizia così, con Beatrice Giammusso, socio di Italia Nostra, Dama di Malta e titolare del Bed&Breakfast “Antichi Ricordi”, IlFattoFemminile, una rubrica nata con l’intento di scovare e dare visibilità a imprese e iniziative al femminile nel territorio nisseno e in Sicilia. “Non sono nata alla Provvidenza, ma qui ho vissuto per tanti anni. Quando sono andata via da Caltanissetta questo quartiere insieme al corso Umberto era il salotto della città, tornando, dopo 38 anni, ho trovato un degrado allucinante. La caparbietà, la voglia di fare, la voglia di cambiare questa città sono quello che ancora oggi mi fa restare qui. Ho preso un impegno con me stessa. E intendo portarlo a termine”.

Dove è stata in tutti questi anni?
“Ho fatto una vita da zingara…”

Proprio come il vecchio nome della Provvidenza: Zingari…
“No, si sbaglia. E’ solo una questione d’accento. Il vecchio nome è Zingàri non Zingari, perché qui c’erano gli artigiani che lavoravano lo zinco. Sono stata in giro con mio marito, direttore del Banco di Sicilia con compiti ispettivi e sempre in viaggio. Poi quando avevamo raggiunto la serenità, e perchennò l’agiatezza economica, vivevamo in una bella villa in provincia di Catania, un infarto me l’ha portato via a soli 48 anni. E sono passata come si suol dire dalle stelle alle stalle”. [Read more…]

La famiglia nuova: femminile, aperta e solidale

famiglianuovaDivorzi, separazioni, femminicidi, infanticidi, pedofilia, maltrattamenti, sequestri, riduzione in schiavitù, induzione e sfruttamento della prostituzione, omicidi-suicidi, stalking, violenza sessuale. La gamma contemporanea dei disastri relazionali e soprattutto dei delitti consumati tra le mura familiari è, purtroppo, la più ampia che si sia mai vista. Certo, forse una volta mancava il coraggio di denunciarli, di chiedere aiuto. E non c’erano gli odierni mezzi di comunicazione di massa per divulgare l’emergenza. Ma il quadro di famiglia che ne esce resta a tinte fosche, truculente e aberranti. E a renderlo ancora più cupo è una crisi economica perdurante che punisce le famiglie meno abbienti e riempie di insicurezza anche nel ceto medio e alto.

Un fenomeno, un FattoGlobale non solo italiano che rimane nel totale disinteresse delle istituzioni e della politica. Una volta i partiti politici erano la voce della società, ma hanno perso qualsiasi capacità di cogliere e interpretare i malesseri e i disagi sociali e provvedere per tempo, fermare questo disastro. Considerando che perdipiù la famiglia è il nucleo primario di ogni consorzio umano.

Certamente affrontare un tema del genere non è semplice, ma restare indifferenti è peggio. Difficile perché si tratta di coinvolgere, toccare ed eventualmente provar a cambiare diverse sensibilità: dai principi religiosi al diritto civile, dalla tutela dell’infanzia al ruolo della donna nella società, che l’emancipazione ha complicato invece di semplificare, mettendole in bilico continuo tra carriera e famiglia. Per poi magari scoprire che il marito si è trovato una più spensierata. O con il rischio d’innamorarsi, di trovare rifugio e conforto fuori dalla famiglia. [Read more…]

Quale democrazia?

bobbioUna delle prime dispute di cui si abbia notizia intorno alle tre forme di governo – monarchia, oligarchia e democrazia – è narrata dallo storico greco Erodoto (484-425 a.C.). Otane, Megabizo e Dario discutono intorno alla futura forma di governo della Persia. A riproporla è Norberto Bobbio alla voce “democrazia” del Dizionario di politica curato insieme a Nicola Matteucci, redatto da Gianfranco Pasquino e pubblicato dalla UTET di Torino nel 1976.

Mentre Megabizo difende l’aristocrazia e Dario la monarchia, Otane prende le difese del governo popolare che chiama secondo l’antico uso “isonomia” (o uguaglianza delle leggi, o uguaglianza di fronte alla legge), con l’argomento che ancora oggi i sostenitori della democrazia ritengono fondamentale: «Come potrebbe essere cosa perfetta la monarchia, alla quale è lecito fare quello che vuole senza doverne rendere conto?».

Altrettanto classico è l’argomento con cui il fautore dell’oligarchia (e di rincalzo il fautore della monarchia) condannano la democrazia: «Nulla v’è di più stolto e di più insolente di una moltitudine incapace». Come può ben governare colui «che non ha ricevuto istruzione né ha conosciuto nulla di buono e di conveniente, e che sconvolge i pubblici affari buttandovisi dentro senza discernimento simile a un torrente in piena?». Sembra Matteo Renzi quello descritto da Megabizo circa 2.500 anni fa, se solo non avesse aggredito con una veemenza senza precedenti l’ordinamento democratico e la Costituzione Repubblicana in combutta con Silvio Berlusconi. O forse proprio per questo motivo. [Read more…]

Stato asociale

sciasciamareIntendiamoci subito facendo una distinzione fondamentale, che seppur prevista dalla Costituzione italiana è ampiamente passata di moda: una cosa è lo Stato, altra i partiti politici. Lo Stato di per sé non è nemico del cittadino. È stata la partitocrazia e il consociativismo a renderlo tale.

«Siamo entrati in una fase pre-Montesquieu», spiegava Leonardo Sciascia citando La Costituzione di carta di Mario D’Antonio (Giuffrè Editore), «i tre poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario, ndr), che dovrebbero restare indipendenti, si sono riunificati nella partitocrazia. Cioè i partiti fanno le leggi, le fanno eseguire e le fanno giudicare. Quando c’è questo una democrazia non esiste più».

In parlamento, prosegue Sciascia nel video assemblato per YouTube, siedono 600 anime morte. Gente che non è mai intervenuta. E che forse neanche ha un punto di vista suo personale su quello che vota. Siamo dunque di fronte a una casta e ai suoi fantocci. La situazione peggiore per delegare loro una riforma istituzionale, ammesso e non concesso che questa sia cruciale per uscire dalla palude della crisi dove sempre loro ci hanno relegato e ci costringono a restare. [Read more…]