Quantitative Easing, cronaca di un flop annunciato

Mario Draghi

Sono bastati solo tre giorni dall’avvio del Quantitative Easing per decretarne la sostanziale inefficacia. L’euro aveva cominciato a scricchiolare già giovedì 4 marzo, giorno in cui il direttivo della BCE riunito a Cipro annunciava che il QE, il Piano a rate da 60 miliardi di euro al mese per oltre mille miliardi totali, sarebbe partito lunedì 9 marzo. Ma già mercoledì 11 la moneta unica europea si deprezzava fino a sfiorare la parità con il dollaro USA.

La liquidità messa a disposizione dalla Banca Centrale Europea è stata dunque quasi del tutto prosciugata dai mercati finanziari senza avere alcun effetto di sollievo per l’economia reale, quella che davvero ha bisogno di liquidità. Peggio. I soldi non sono nemmeno arrivati alle banche, le quali secondo i programmi dovevano usarli per fare nuovo credito. Praticamente un disastro, con l’ulteriore danno del crollo dell’euro, che almeno prima ci proteggeva dall’invadenza degli altri grandi player geopolitico-economici mondiali. Infatti, non a caso, proprio l’11 marzo alcune potenti banche cinesi hanno tento di acquistare il debito greco.

Che l’iniezione di denaro fresco dall’alto non avrebbe funzionato questo blog lo aveva anticipato ancora prima che il Quantitative Easing fosse concepito, a novembre dello scorso anno in Restituire la fiducia. [Read more…]

Credito all’etica

creditoeticaI segnali della ripresa non mancano ma l’economia globale stenta a decollare. A bloccarla sono diversi fattori: il capitalismo nordamericano vecchia maniera, ormai morente, con le sue pretese di dominio in mano a una o due nazioni, il liberismo sfrenato conseguito in Russia alla caduta del comunismo, e il neo populismo nazionalista – e per certi versi nichilista – che con concetti come la “decrescita felice” e il no alla moneta unica europea annichilisce il suo pur rivoluzionario orizzonte politico, sociale ed economico.

Ma il peggior nemico è la corruzione, talmente pernicioso da bloccare di recente perfino il travolgente sviluppo della Cina. Un fenomeno globale, che con l’assurda e immorale pretesa di chi esercita anche un minimo di potere politico di taglieggiare come e peggio della criminalità organizzata il tessuto economico, senza risparmiare nessuno: dal piccolo commerciante e lavoratore autonomo fino alle banche, agli industriali, ai grandi proprietari e ai magnati della finanza.

Ed è stata proprio la corruzione ad aver esasperato numerosi popoli spingendoli alla ribellione, un numero che cresce di mese in mese ormai: dalle primavere arabe al Brasile, dal Venezuela alla Turchia all’Egitto, alla Bosnia-Erzegovina (dove i ceppi etnici slavi e musulmani prima in guerra fra loro protestano insieme), all’Ucraina fino ai Forconi italiani. Movimenti spesso appoggiati se non alimentati anche da ricchi di ogni specie, banchieri compresi, stufi di veder sparire il loro denaro nel gorgo di menzogne e burocrazia della politica. [Read more…]