Panama Papers e le prove del consociativismo in Italia

dellutriTutti i governi del post “Mani Pulite” sono figli del consociativismo politico-affaristico destra-sinistra. Rubavano insieme e tenevano (e tengono) la refurtiva nello stesso posto, ma facevano finta di litigare e di alternarsi.

Poi, per sommo sfregio al popolo, alla Costituzione e alla democrazia si sono addirittura messi insieme. Nel Governo Monti, in quello Letta e infine in quello Renzi. Con il Patto del Nazareno, con Alfano e con Verdini.

Se questa boutade dovesse rivelarsi vera prendetevela con Marcello Dell’Utri. E soprattutto con la sua discreta e ineffabile compagni carceraria all’interno della Casa Circondariale di Parma. E cioè Totò Riina, Piddu Madonia e Massimo Carminati.

L’equazione della solidarietà

montNiss«Non c’è più religione, neanche in televisione», cantava Vasco Rossi in “Cosa succede in città” già nel 1985. Succede, almeno a Caltanissetta, che invitato dal Vescovo Monsignor Mario Russotto è arrivato nientemeno che il Cardinale Francesco Montenegro, Arcivescovo di Agrigento – il Vescovo degli immigrati, lo chiamano – a dire che «negli ultimi 30 anni abbiamo assistito a una drammatica inversione di valori. Con la globalizzazione aumenta la ricchezza ma anche la povertà. Questo perché industria e finanza non riescono a garantire uno sviluppo equilibrato poiché il mercato mette al centro il denaro, il profitto, l’uomo tecnologico, senza alcun riferimento alla religiosità dell’uomo. La globalizzazione per avere successo deve invece porre al centro la dignità umana».

L’incontro che ha visto la partecipazione di Montenegro, inserito nell’ambito del Corso biennale di formazione all’impegno socio-politico promosso dalla Consulta delle Aggregazioni laicali della Diocesi di Caltanissetta, prevedeva anche un altro ospite: Sergio Mattarella.  «Avevamo fatto due invitati – ha rivelato il Vescovo di Caltanissetta – uno non è potuto venire e l’altro eccolo qua: Don Franco Montenegro. Comunque abbiamo portato fortuna a entrambi, perché il primo è stato eletto Presidente della Repubblica e il secondo è stato creato Cardinale».

«Il giudizio della Chiesa sulla globalizzazione si è fatto via via sempre più severo. E oggi siamo all’idolatria della globalizzazione, che come tale pretende i suoi sacrifici umani. Dopo questo c’è solo il far west e la legge del più forte. Questa epoca che stiamo vivendo riguarda il destino dell’umanità. Per invertire la rotta e appianare le diseguaglianze è necessaria la globalizzazione della solidarietà. “Il denaro deve servire ma non governare”, ha detto Papa Francesco». [Read more…]

Quantitative Easing, cronaca di un flop annunciato

Mario Draghi

Sono bastati solo tre giorni dall’avvio del Quantitative Easing per decretarne la sostanziale inefficacia. L’euro aveva cominciato a scricchiolare già giovedì 4 marzo, giorno in cui il direttivo della BCE riunito a Cipro annunciava che il QE, il Piano a rate da 60 miliardi di euro al mese per oltre mille miliardi totali, sarebbe partito lunedì 9 marzo. Ma già mercoledì 11 la moneta unica europea si deprezzava fino a sfiorare la parità con il dollaro USA.

La liquidità messa a disposizione dalla Banca Centrale Europea è stata dunque quasi del tutto prosciugata dai mercati finanziari senza avere alcun effetto di sollievo per l’economia reale, quella che davvero ha bisogno di liquidità. Peggio. I soldi non sono nemmeno arrivati alle banche, le quali secondo i programmi dovevano usarli per fare nuovo credito. Praticamente un disastro, con l’ulteriore danno del crollo dell’euro, che almeno prima ci proteggeva dall’invadenza degli altri grandi player geopolitico-economici mondiali. Infatti, non a caso, proprio l’11 marzo alcune potenti banche cinesi hanno tento di acquistare il debito greco.

Che l’iniezione di denaro fresco dall’alto non avrebbe funzionato questo blog lo aveva anticipato ancora prima che il Quantitative Easing fosse concepito, a novembre dello scorso anno in Restituire la fiducia. [Read more…]

IlFattoFemminile/ La “Strada degli scrittori” è donna

Lina Riccobene

In auto, viaggiando sotto la pioggia tra buche e fanghiglia, pensavo sarebbe stata un’intervista tra le più difficili e complesse. E invece tutti i timori si sono sciolti in pochi minuti seduto in un elegante salotto affacciato sul castello arabo-normanno di Delia e davanti a un buon caffè. Grazie a Lina Riccobene, donna di molte virtù, interessi e iniziative – un personaggio unico e raro nel panorama della provincia di Caltanissetta – insomma un vulcano. Ma rassicurante, che non travolge, che non distrugge. Anzi, costruisce, coinvolge e diverte. Osservazioni le sue sempre puntuali, circostanziate e illuminanti.

Un mix tanto inestricabile quanto convincente di esperienza da insegnante elementare, di psicologa, di saggezza popolare, di commedia brillante, di poesia e non ultima di mamma e nonna. Un esempio lampante è il suo pensiero sulla questione femminile, quella per cui questa stessa rubrica è nata: «Sì è vero – dice – il ruolo delle donne è cambiato. Ma anche noi sbagliamo. E il primo nemico della donna è la donna stessa. Proprio per questo è necessario che ci assumiamo le nostre responsabilità senza scaricarle sugli uomini. Io ho grande rispetto per l’uomo. La figura maschile è fondamentale per la donna. La quale pur essendo diventata attiva, dinamica, intraprendente e perche no anche dominante ha sempre bisogno di sentirsi rassicurata, protetta ». [Read more…]

Sutera piccola Svizzera, ma i problemi non mancano

suterarabato

Sutera, il quartiere del Ràbato, inserito tra i Borghi più belli d’Italia, con l’ascensore delle polemiche

Visto che se ne fa un gran parlare sui mezzi d’informazione nazionali – laRepubblica, UnoMattina – pubblico il mio servizio su Sutera uscito su IlFattoNisseno mensile freepress di ottobre 2014 e on line nel minisito IlFattoDelVallone.

Una doppietta di riconoscimenti senza uguali in provincia che attirano turisti da tutto il mondo, nuove tecnologie incastonate tra rocce e antichi quartieri, la raccolta differenziata e la caparbietà di una comunità aggrappata alla sua montagna. «È proprio per la nostra testardaggine che a noi suteresi ci chiamano testa di issu (testa di gesso)», esordisce Giuseppe Grizzanti, medico igienista, 60 anni, sposato e con due figli universitari, ospitando IlFattoNisseno nel suo ufficio di Sindaco affacciato sulla piazzetta-belvedere con il Municipio e la Chiesa Madre. Ma i problemi non mancano neanche a Sutera. [Read more…]

Chi ha paura dell’Ucraina

odessaL’Ucraina desidera l’Europa più di quanto l’Europa desideri l’Ucraina. Dietro le aperture e il sostegno di facciata alla nazione ex sovietica le grandi nazioni europee come Francia e Germania la temono. Entrando nell’Unione, infatti, ne sarebbe il principale paese per estensione territoriale, con una potenzialità economica (è il maggior produttore di grano al mondo, a cui si aggiungono le risorse naturali in situ e in transito dalla Russia) capace di spostare verso Est il centro degli equilibri europei.

Ma Francia e Germania sbagliano. Perché l’ingresso dell’Ucraina nell’Unione è il più grosso affare che l’Europa possa mai concludere nella sua storia millenaria. Neanche Alessandro Magno si spinse a tanto. Nemmeno l’Impero Romano. Né fu permesso a Hitler. Con il plusvalore che la voglia di Europa dell’Ucraina non è indotta da invasioni militari o ricatti economici, ma legata solo e indissolubilmente alla volontà del popolo ucraino, espressa fin dall’inizio della rivolta contro il satrapo Yanukovich affiancando alla bandiera nazionale quella europea, e che guardacaso hanno gli stessi colori.

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Mattarella l’Arbiter Elegantiarum Institutionis

Sergio Mattarella

Ammesso e anche concesso che l’idea “Sergio Mattarella Presidente della Repubblica” sia del Presidente del Consiglio Matteo Renzi il premier non ne esce poi così bene dall’elezione del primo presidente siciliano della storia repubblicana. L’aver portato al Quirinale un democristiano della prima repubblica lo trasforma da rottamatore in restauratore, passando dalla “smisurata ambizione” manifestata appena diventato premier a “io non voglio impormi a tutti i costi” affermato nel corso della trasmissione Porta a Porta pochi giorni dopo l’elezione di Mattarella. Da sodale di Silvio Berlusconi e del Patto del Nazareno a traditore dello stesso. Ma al di là delle facili ironie bisogna riconoscere al premier di aver scelto un arbitro davvero imparziale, erede della buona tradizione politica democristiana adusa alla mediazione, che poi è il vero mestiere di chi fa politica, e del tutto priva di cattivi odori di mafia o corruttela.

Proprio quell’arte della mediazione e dell’eleganza istituzionale che sono mancate completamente a Renzi, il quale in meno di un anno è riuscito a litigare praticamente con tutti: insegnanti, pensionati, partite Iva, risparmiatori, proprietari immobiliari e agricoli, banche, forze dell’ordine, la sinistra del Pd, sindacati e lavoratori, Unione europea e pubblica amministrazione. Con annunci di riforme, di cui non è in discussione la necessità, non preparati da un adeguato lavoro di relazioni di corridoio né seguite da concertazione, bensì da rinnovata arroganza. [Read more…]

IlFattoFemminile/ Taranta voglia di libertà

patty1Il ballo come medicina dell’anima. La politica come partecipazione, ascolto e solidarietà. Il lavoro quotidiano come impegno sociale, assistenza e inclusione. Per continuare il suo viaggio alla scoperta delle piccole eccellenze donna IlFattoFemminile ha scelto il sistema di comunicazione più efficace che esista, e in cui le donne sono maestre insuperabili: il passaparola. E così grazie al suggerimento della protagonista della prima intervista, Beatrice Giammusso, siamo arrivati a Patrizia Giugno, nissena, educatrice presso una Casa accoglienza per donne in difficoltà, impegnata in politica con la Lista Intesa Civica e Solidale, quella del sindaco Giovanni Ruvolo, e appassionata insegnante di danze tradizionali nel tempo libero: tarantella, tammurriata, pizzica. Insomma una che non sta mai ferma.

E’ un’intervista inconsueta questa, anche nell’orario – “Eh ma io sono un po’ pazzerella” – che inizia alle otto e mezza di sera in una sala della Fly Dance di Caltanissetta, dove Patrizia dà lezioni di danze tradizionali e finisce intorno a mezzanotte in un bar di periferia davanti a un bicchiere di Coca-Cola e un Gin Tonic”. [Read more…]

Fine pena sempre

Giuseppe Grassonelli

“Hanno ragione a chiamarle morti silenziose, vite a perdere. Nelle carceri italiane si continua a morire, per scelta o per malattia, per vecchiaia o per stress. E non si muore solo al di là delle sbarre. Si uccidono anche poliziotti penitenziari logorati nella testa e nell’animo. E se no ce la fanno più loro, figuriamoci noi detenuti”. Sono le parole crude e pacificate con cui l’ergastolano Giuseppe Grassonelli descrive lo stato delle carceri italiane in Malerba, scritto a quattro mani con il giornalista Carmelo Sardo e Premio Leonardo Sciascia 2014 per la Letteratura.

Chi è Giuseppe Grassonelli? E’ entrato in carcere nel novembre del 1992, a seguito dell’Operazione Leopardo, a 27 anni e da semianalfabeta. In carcere si è laureato in Lettere e filosofia con 110 e Lode e ha deciso di raccontare la sua storia. Senza falsi pentimenti interessati, senza illusioni, e con la calma lucidità e la risolutezza spietata che avevano caratterizzato la sua vita fuori dalle regole.

Ascoltiamolo. Perché le sue parole sono quelle di tanti, troppi detenuti che non le hanno, che non le trovano per esprimere quello che sentono. “Lo confesso, sono stato un criminale piuttosto spietato, ma non avevo alternativa. Non conoscevo altre vie d’uscita. Ho ucciso uomini, mi sono macchiato di numerosi crimini e avrei continuato a commetterne se non mi avessero arrestato. Sono sempre stato, fin da ragazzino, un delinquente, ma paradossalmente non sapevo di esserlo”. [Read more…]

Restituire la fiducia

Enrico Letta e Matteo Renzi

“Coniugare crescita e rigore”. Così il polacco Donald Tusk ha esordito insediandosi nella carica di Presidente del Consiglio dell’Unione europea e subentrando a Herman Van Rompuy. Un posto che da sempre è ad appannaggio di una persona indicata dal Bilderberg, il Comitato internazionale che influenza gli equilibri monetari, finanziari e sociali di tutto il mondo. Su quella poltrona avrebbe dovuto esserci però Enrico Letta, ma la insensata pervicacia e ripicca ha condotto Matteo Renzi a respingere la prestigiosa offerta del Bilderberg all’Italia e a pretendere invece l’irrilevante e senza portafoglio Commissario agli Esteri: portando così l’Italia, come mai era successo prima, fuori da tutte le stanze che in Europa contano davvero.

Se il Bilderberg si esprime in tali termini vuol dire che la ferrea alternativa tra austerity e crescita proclamata in lungo e in largo da Renzi è falsa. Egli in definitiva se continua a chiedere di allentare il rigore sui conti pubblici finisce per essere il frontman della partitocrazia consociata che vuole continuare a banchettare alle spalle del popolo e delle istituzioni finanziarie. Ma come si è arrivati a questo punto?

Secondo quanto risulta a IlFattoGlobale tutto è iniziato il 4 gennaio 2014 a Napoli. Dove è stato tacitamente siglato un accordo bancario internazionale tra i Rothschild, storici finanziatori della politica, e lo Stato italiano. Accordo di cui erano informati sia il Governatore della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il quale quel giorno si trovava a Napoli, a Villa Rosebery, insieme al sindaco Luigi De Magistris giunto in visita di cortesia. In realtà il patto pur prendendo le mosse dalla situazione italiana fu ben più ampio dell’Italia, coinvolgendo l’intera Europa. [Read more…]