IlFattoFemminile/ Harem, un mondo di donne e di solidarietà

“Pool in a Harem”, Jean-Leon Gerome, 1876 ca.

Ero poco meno che maggiorenne quando una mattina invece dal solito sussurro di mia madre fui svegliato da un urlo agghiacciante. Proveniva dalla stanza di mia sorella. A seguirlo fu un pianto a dirotto, inconsolabile, uno scalpiccìo frettoloso, un rumore d’acqua scrosciante. Mi alzai, ormai rassegnato a servirmi il caffè da solo, invece che averlo servito a letto, mi lavaii, mi vestii e me ne andai a scuola. Poi camminando, tra le urla del mercato e il traffico del mattino, compresi: una bambina era diventata donna.

Ripenso a questo episodio mentre mi accingo a scrivere ed entrare idealmente nel sancta sanctorum della femminilità. Alla ricerca di non so bene ancora cosa. Ma ben sapendo che per l’uomo sorpreso a curiosare in tali proibiti ambienti c’è la morte. Mi serve dunque una guida, una sorta di Beatrice, “una spia nella casa dell’amore”. Ma per mia fortuna ho per i libri la stessa inclinazione che le donne hanno per le scarpe. E così girando per feste di paese e scartabellando oziosamente su una bancarella di libri ho trovato per caso questo: Silvia Mantini, Harem, un mondo di donne, Giunti Editore. L’autrice è ricercatrice di Storia moderna presso l’Università dell’Aquila e ha condotto ricerche di storia della mentalità e dei comportamenti collettivi, con particolare attenzione al mondo femminile. [Read more…]

Sutera piccola Svizzera, ma i problemi non mancano

suterarabato

Sutera, il quartiere del Ràbato, inserito tra i Borghi più belli d’Italia, con l’ascensore delle polemiche

Visto che se ne fa un gran parlare sui mezzi d’informazione nazionali – laRepubblica, UnoMattina – pubblico il mio servizio su Sutera uscito su IlFattoNisseno mensile freepress di ottobre 2014 e on line nel minisito IlFattoDelVallone.

Una doppietta di riconoscimenti senza uguali in provincia che attirano turisti da tutto il mondo, nuove tecnologie incastonate tra rocce e antichi quartieri, la raccolta differenziata e la caparbietà di una comunità aggrappata alla sua montagna. «È proprio per la nostra testardaggine che a noi suteresi ci chiamano testa di issu (testa di gesso)», esordisce Giuseppe Grizzanti, medico igienista, 60 anni, sposato e con due figli universitari, ospitando IlFattoNisseno nel suo ufficio di Sindaco affacciato sulla piazzetta-belvedere con il Municipio e la Chiesa Madre. Ma i problemi non mancano neanche a Sutera. [Read more…]

Chi ha paura dell’Ucraina

odessaL’Ucraina desidera l’Europa più di quanto l’Europa desideri l’Ucraina. Dietro le aperture e il sostegno di facciata alla nazione ex sovietica le grandi nazioni europee come Francia e Germania la temono. Entrando nell’Unione, infatti, ne sarebbe il principale paese per estensione territoriale, con una potenzialità economica (è il maggior produttore di grano al mondo, a cui si aggiungono le risorse naturali in situ e in transito dalla Russia) capace di spostare verso Est il centro degli equilibri europei.

Ma Francia e Germania sbagliano. Perché l’ingresso dell’Ucraina nell’Unione è il più grosso affare che l’Europa possa mai concludere nella sua storia millenaria. Neanche Alessandro Magno si spinse a tanto. Nemmeno l’Impero Romano. Né fu permesso a Hitler. Con il plusvalore che la voglia di Europa dell’Ucraina non è indotta da invasioni militari o ricatti economici, ma legata solo e indissolubilmente alla volontà del popolo ucraino, espressa fin dall’inizio della rivolta contro il satrapo Yanukovich affiancando alla bandiera nazionale quella europea, e che guardacaso hanno gli stessi colori.

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Mattarella l’Arbiter Elegantiarum Institutionis

Sergio Mattarella

Ammesso e anche concesso che l’idea “Sergio Mattarella Presidente della Repubblica” sia del Presidente del Consiglio Matteo Renzi il premier non ne esce poi così bene dall’elezione del primo presidente siciliano della storia repubblicana. L’aver portato al Quirinale un democristiano della prima repubblica lo trasforma da rottamatore in restauratore, passando dalla “smisurata ambizione” manifestata appena diventato premier a “io non voglio impormi a tutti i costi” affermato nel corso della trasmissione Porta a Porta pochi giorni dopo l’elezione di Mattarella. Da sodale di Silvio Berlusconi e del Patto del Nazareno a traditore dello stesso. Ma al di là delle facili ironie bisogna riconoscere al premier di aver scelto un arbitro davvero imparziale, erede della buona tradizione politica democristiana adusa alla mediazione, che poi è il vero mestiere di chi fa politica, e del tutto priva di cattivi odori di mafia o corruttela.

Proprio quell’arte della mediazione e dell’eleganza istituzionale che sono mancate completamente a Renzi, il quale in meno di un anno è riuscito a litigare praticamente con tutti: insegnanti, pensionati, partite Iva, risparmiatori, proprietari immobiliari e agricoli, banche, forze dell’ordine, la sinistra del Pd, sindacati e lavoratori, Unione europea e pubblica amministrazione. Con annunci di riforme, di cui non è in discussione la necessità, non preparati da un adeguato lavoro di relazioni di corridoio né seguite da concertazione, bensì da rinnovata arroganza. [Read more…]