IlFattoFemminile/ La Provvidenza è fimmina

DSC_3012Un quartiere che è la storia stessa di Caltanissetta, la Provvidenza. Da salotto buono della città a postribolo fino a rione malfamato e simbolo del degrado e dell’abbandono del centro storico. Solo la caparbietà di donna poteva immaginare di avviare un’attività imprenditoriale in questo luogo. E realizzarla con successo. Inizia così, con Beatrice Giammusso, socio di Italia Nostra, Dama di Malta e titolare del Bed&Breakfast “Antichi Ricordi”, IlFattoFemminile, una rubrica nata con l’intento di scovare e dare visibilità a imprese e iniziative al femminile nel territorio nisseno e in Sicilia. “Non sono nata alla Provvidenza, ma qui ho vissuto per tanti anni. Quando sono andata via da Caltanissetta questo quartiere insieme al corso Umberto era il salotto della città, tornando, dopo 38 anni, ho trovato un degrado allucinante. La caparbietà, la voglia di fare, la voglia di cambiare questa città sono quello che ancora oggi mi fa restare qui. Ho preso un impegno con me stessa. E intendo portarlo a termine”.

Dove è stata in tutti questi anni?
“Ho fatto una vita da zingara…”

Proprio come il vecchio nome della Provvidenza: Zingari…
“No, si sbaglia. E’ solo una questione d’accento. Il vecchio nome è Zingàri non Zingari, perché qui c’erano gli artigiani che lavoravano lo zinco. Sono stata in giro con mio marito, direttore del Banco di Sicilia con compiti ispettivi e sempre in viaggio. Poi quando avevamo raggiunto la serenità, e perchennò l’agiatezza economica, vivevamo in una bella villa in provincia di Catania, un infarto me l’ha portato via a soli 48 anni. E sono passata come si suol dire dalle stelle alle stalle”.

Non ha pensato dDSC_2966i rifarsi una vita sentimentale?
“Sì ma decisi di no, avevo due figli piccoli da crescere, entrambi maschi, e uno era gelosissimo. Oggi sì, ho un compagno, anzi un’amicizia particolare, ma anche lui è sempre in viaggio per lavoro: si vede che era proprio destino che dovessi fare tutto da sola. Ma i miei figli, che con grandi sacrifici ho fatto studiare e sono entrambi sistemati, sono i miei più stretti collaboratori”.

Quando ha aperto il Bed&Breakfast?
“Nel 2007, dietro suggerimento di mio figlio, è laureato in marketing, e con un’indagine di mercato ha stabilito che Caltanissetta è il posto ideale per mettere sù un’attività ricettiva, sia per l’ampiezza e la bellezza del suo centro storico, sia per la centralità della sua posizione. Da Caltanissetta infati si possono facilmente raggiungere la Valle dei Templi, Cefalù, Piazza Armerina, oppure i grossi centri come Palermo e Catania”.

Di quante unità abitative dispone?
“Come Bed&Breakfast abbiamo cinque locali, come affittacamere sei”.

Conta di realizzarne altri?
“Ho iniziato con tre locali soltanto, non sapevo come sarebbe andata, ma invece la nostra attività decollò da subito grazie al fatto che offrivamo qualità. Il nostro target è alto. I nostri ospiti non devono assolutamente sentire la mancanza del grande albergo, anzi devono trovare un’accoglienza e un calore quasi superiori a quelli che può offrire un hotel a quattro stelle a un prezzo accettabile. Così iniziai pian piano ad allargarmi con l’obiettivo di diventare un albergo diffuso”.DSC_3007

Qui dove siamo oggi è molto elegante, gli altri appartamenti, le altre unità abitative, sono tutte nello stesso stile?
“Quando faccio gli acquisti delle varie casette non voglio locali già ristrutturati e abitabili, anzi più diroccate sono e meglio è. Perché devo personalizzarle. E poi punto molto sul recupero, per me il restauro deve essere conservativo, non deve stravolgere quelle che sono le caratteristiche sia architettoniche che dell’epoca di costruzione dell’immobile”.

Conta di ampliare ancora l’offerta di ospitalità?
“Certo. Abbiamo tre cantieri aperti, che però sono fermi e non per mio volere ma dell’amministrazione comunale, in quanto gli oneri di urbanizzazione sono molto alti e io non li posso sostenere, perché il quartiere è quello che è, anche se nelle mie intenzioni c’è la volontà di valorizzarlo”.

Per le ristrutturazioni si è rivolta a dei professionisti, a maestranze locali?
“Sì mi sono rivolta a maestranze locali. Anche per altri tipi di fornitura, perché voglio che i soldi che spendo rimangano a Caltanissetta. Ma non ci sono architetti, solo un ingegnere a cui mi rivolgo per l’iter amministrativo dei progetti. Perché ritengo di avere molta fantasia e buon gusto. I cantieri li seguo personalmente”.

Mentre per la gestione dell’accoglienza ha dei collaboratori, sono del quartiere?
“Sì sì, eh, da sola non potrei farcela. La mia più stretta collaboratrice abita a 50 mentri dal Bed&Breakfast. Le ripeto, è stata una scelta voluta fin dall’inizio, solo persone del quartiere o comunque di Caltanissetta”.

DSC_2980Al di là del successo della sua iniziativa, secondo lei Caltanissetta ha le carte in regola per diventare una città dell’accoglienza?
“Ah sì, sì sì. Il mio obiettivo ultimo, generale, è di portare gli stranieri a Caltanissetta. Per questo contatto i tour operator e le agenzie di viaggio straniere e giro spesso in Italia e all’estero per partecipare agli eventi dedicati al turismo, per promuovere la nostra città. Voglio che Caltanissetta sia conosciuta in tutto il mondo. Non m’importa se vengono da me, non m’interessa, l’importante che le persone siano incuriosite e vengano a vedere questa città perché merita”.

Lei come li incuriosisce gli stranieri, ha un piccolo segreto?
“Sì certo, lì porto in giro di notte. Caltanissetta è magica di notte, rimangono affascinati”.

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